Ipertensione arteriosa e obesità: qual è il nesso?

Ipertensione arteriosa e obesità: qual è il nesso?

In letteratura medica vari studi evidenziano il nesso fra obesità e ipertensione arteriosa.Fra le principali cause c’è da considerare il costante invecchiamento della popolazione, la cui vita media si è allungata, ed uno stile di vita poco salutare e sedentario. L’obesità causa inoltre varie problematiche che peggiorano lo stato di salute generale del paziente, fra cui girovita eccessivo, iperlipidemie, aumentato rischio di problemi cardiovascolari, difficoltà di movimento ed interazione sociale, il diabete, e l’insidiosa insufficienza respiratoria ipercapnica, che può causare una grave forma di apnea ostruttiva del sonno, nota come sindrome da apnea notturna, dove improvvisamente il paziente durante il sonno smettono di respirare: infatti nel 10% dei pazienti obesi si presenta anche questa sindrome, che rende il sonno di pessima qualità. Ecco perché, per descrivere i problemi di salute dei soggetti obesi ed ipertesi si parla di sindrome metabolica.

Relazione tra obesità e ipertensione

Per capire il collegamento fra obesità ed ipertensione occorre tener presente che il tessuto adiposo non è solo un deposito energetico delle calorie in eccesso, ma funziona come un vero e proprio organo endocrino; come tale, non solo interagisce a livello sistemico con le altre ghiandole endocrine, ma è anche capace di fare secrezione di ormoni propri specifici come la leptina, un ormone proteico. La leptina è secreta dal tessuto adiposo, in quantità proporzionali alla massa grassa, inibendo il senso di fame e favorendo il dispendio energetico, ma dall’altro aumenta i valori della pressione.

Il tessuto adiposo secerne anche l’IL-6 e il TNFα, due citochine proinfiammatorie che stimolano la produzione del potente vasocostrittore e di angiotensinogeno endotelina1 (ET-1), precursore dell’angiotensina II (Ang II) un’altro peptide vasocostrittore con un ruolo chiave nell’innalzamento della pressione arteriosa e nell’induzione della produzione di aldosterone.

L’aldosterone è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali e stimola il rene a trattenere acqua e sodio dalle urine; così incrementa la concentrazione dei liquidi nei vasi ed è perciò ritenuto un ormone chiave nel regolare la pressione arteriosa. Ciò porta alla creazione di un “circolo vizioso” bidirezionale: l’aldosterone favorirebbe la differenziazione dei tessuti in adipociti e gli adipociti di contro stimolerebbero una sintesi sempre maggiore di aldosterone.

Studi recenti condotti su soggetti normotesi con dieta ipersonica, hanno individuato una correlazione fra IMC (Indice di Massa Corporea), la quantità  plasmatica di aldosterone e la sua escrezione urinaria.

Ecco perché pazienti in sovrappeso o francamente obesi sono trattati con antipertensivi che hanno il compito di controllare l’attività dell’aldosterone.

Chirurgia bariatrica: soluzione elettiva

In pazienti obesi che hanno però un quadro clinico complesso, dove c’è anche un’alterazione legata al sistema endocrino, laddove le diete e l’attività fisica non hanno portato miglioramenti significativi alle condizioni di salute generali, la soluzione elettiva resta la chirurgia bariatrica, che permette di ridurre in tempi brevi il tessuto adiposo del paziente, dando miglioramenti della qualità della vita nel giro di alcuni mesi.

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