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Addominoplastica

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Addominoplastica: le diverse tipologie di intervento per rimodellare la silhouette

L’addominoplastica è un intervento di chirurga plastica in cui viene rimosso il grasso e la cute in eccesso localizzato nella parte centrale e bassa dell’addome, per tendere la parete addominale e migliorare l’aspetto dell’addome. E’un intervento particolarmente richiesto come soluzione definitiva dell’addome pendulo inestetico come accade spesso alle donne dopo la gravidanza o per pazienti che si sono sottoposti a chirurgia bariatrica (la branca della medicina che si occupa del trattamento chirurgico dell’obesità).

La addominoplastica consente anche di rimuovere le smagliature bianche presenti nella regione di cute asportata.

E’possibile eliminare le cicatrici della addominoplastica residua dopo l‘intervento, grazie al nuovo laser “Enlighten” della Cutera, adottato come strumento preferenziale per la sua alta precisione dal Prof. Scalera presso il Keiron Laser Institute. Ne traggono particolare beneficio quei pazienti che per predisposizione fisica sviluppano cicatrici cheloidee. Attraverso questo percorso, i pazienti che si affidano al Prof. Scalera raggiungono un risultato finale completo e soddisfacente.

L’esperienza maturata dal Prof. Scalera nel trattamento di questa tipologia di pazienti è la prima garanzia di riuscita in termini di salvaguardia della salute e massimo risultato estetico ottenibile. I pazienti che si sottopongono ad Addominoplastica non di rado necessitano di altri interventi per ottenere un rimodellamento completo – come nel caso dei pazienti obesi. Affidarsi al Prof. Scalera per l’intero percorso significa essere seguiti dall’inizio al raggiungimento del risultato finale, compreso post-operatorio e ripresa delle attività quotidiane e comporta interessanti vantaggi in termini economici.

Il termine addominoplastica oggi è un pò fuori moda, sarebbe meglio parlare di “chirurgia di rimodellamento corporeo” e consiste in un gruppo di interventi chirurgici tra i quali il dottore sceglie il più idoneo alla condizione del paziente.

Il Prof. Scalera classifica tali interventi di chirurgia estetica per rimodellare l’addome nelle seguenti procedure:

  • La liposuzione (tipo I) realizzata nella maggior parte dei pazienti.
  • La miniaddominoplastica (tipo II)
  • La addominoplastica classica (tipo III)
  • La addominoplastica di tipo IV o reintervento di addominoplastica (tipo IV)
  • La addominoplastica sottomammaria
  • La addominoplastica verticale in blocco

La liposuzione è indicata nei pazienti che hanno una minima lassità della cute addominale associata ad una flaccidità dei muscoli della parte addominale. La liposuzione può essere praticata secondo:

  • la tecnica classica, che consiste nella aspirazione di piccole quantità di grasso sottocutaneo grazie a delle minuscole cannule collegate ad un aspiratore;
  • liposuzione assistita con un sistema ad ultrasuoni che da una parte consente di “sciogliere l’adipe sottocutaneo” e dall’altro determina una retrazione della cute sovrastante migliorandone l’aspetto e il tono.

La miniaddominoplastica (tipo II)

La miniaddominoplastica è indicata per i pazienti che hanno un accumulo di adipe localizzato tra ombelico e pube e conservano un buon tono dei muscoli retti dell’addome senza diastasi degli stessi.

Si esegue in anestesia loco regionale praticando una mini incisione la cui linea di sutura finale cadrà esattamente al di sotto del bikini indossato dalla paziente, rendendola praticamente invisibile. In taluni casi è utile associare una plicatura dei muscoli retti dell’addome per ottenere un migliore effetto lifting della zona epigastrica.

La addominoplastica classica (tipo III)

La addominoplastica classica è eseguita nei pazienti che presentano un accumulo di grasso notevole nella regione sottombelicale associato ad una lassità della cute e ad una perdita del tono muscolare di tutta la parete addominale anteriore.

Tale intervento è eseguito in anestesia generale e prevede un’incisione ellissoidale in cui l’arco craniale passa tangente al bordo superiore della cicatrice ombelicale; l’arco inferiore è costituito da tre segmenti, due laterali a concavità craniale e uno inferiore sovrapubico di diametro inferiore a quello del pube. Tale procedura chirurgica prevede sempre una plicatura dei muscoli retti addominali che deve necessariamente essere eseguita plicando i margini laterali dei due retti addominali ed utilizzando un filo non assorbibile 3/0 a punti staccati.

Una volta completata la resezione in blocco del lembo di cute e grasso da asportare si esegue una emostasi minuziosa, un riposizionamento dell’ombelico a circa 10/12 cm dal pube e una sutura del lembo cutaneo al bordo inferiore della cicatrice della addominoplastica.

Si posizionano due drenaggi in aspirazione che verranno rimossi solo quando il Prof. Scalera lo riterrà utile (3-7 gg.). I punti di sutura cutanei non riassorbibili saranno rimossi al 14 gg post operatorio.

Reintervento di addominoplastica (tipo IV)

Tale reintervento è eseguito nei pazienti che già si sono sottoposti in precedenza ad un intervento di addominoplastica ma che all’esame obiettivo presentavano un eccesso cutaneo adiposo sopraombelicale e/o delle retrazioni o pieghe cutanee localizzate.

In tale reintervento si pratica una incisione a losanga come la mini addominoplastica alla quale si associa un’asportazione della piega verticale cutanea sottombelicale. Tale reintervento consente di asportare il grasso sottombelicale residuato dalla precedente addominoplastica non corretta ed eliminare altri inestetismi cutanei del precedente intervento.

La addominoplastica sottomammaria

Tale intervento innovativo eseguito dal Prof. Scalera è indicato per trattare una flaccidità isolata della regione epigastrica. La maggior parte dei pazienti per cui è indicato tale intervento già si è sottoposto ad una addominoplastica e presenta una flaccidità residua della regione epigastrica.

Si esegue praticando una incisione sottomammaria che si estende nella piega sottomammaria bilateralmente asportando la quantità di grasso sottostante adeguato a ridare tonicità alla regione dopo l‘intervento. Tale tipo di addominoplastica può associarsi ad una mastoplastica additiva o mastopessi additiva nel caso le mammelle della paziente siano svuotate o ptosiche.

La addominoplastica verticale in blocco

Tale tipo di addominoplastica è un intervento indicato in quei pazienti che hanno una notevole quantità di grasso presente sia nella regione epigastrica che in meso ed ipogastrio e che quindi non avrebbero alcun beneficio dalla addominoplastica classica sovra pubica che tratterebbe solo il difetto inferiore dell’addome lasciando in trattata la regione epigastrica.

Tale tipologia di addominoplastica è preferita dal Prof. Scalera per i suoi pazienti in seguito ad un intervento di chirurgia bariatrica.

Tale intervento si esegue disegnando una grande losanga ad asse maggiore verticale che si estende dalla appendice xyfoide fino al margine del pube. Il diametro trasversale maggiore dipende dalla quantità di grasso addominale da asportare. Se in regione sovra pubica c’è una pregressa cicatrice di addominoplastica si asporta anche questa, migliorando l’aspetto estetico finale. In tale tipo di addominoplastica verticale si esegue una plicatura dei muscoli retti dell’addome che migliorerà notevolmente la silhoutte del paziente a fine intervento.

In tale tipo di addominoplastica, nel caso in cui la paziente avesse bisogno di una mastoplastica additiva o di una mastopessi riduttiva, è possibile associare una cicatrice sotto mammaria bilaterale o una cicatrice sottomammaria a “T “invertita.

Tutti questi interventi volti a rimodellare la regione addominale dei pazienti sono eseguiti dal Prof. Scalera in sala operatoria e in anestesia generale o loco regionale.

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Professor Scalera, specialista in chirurgia bariatrica per il Dimagrimento Definitivo e il Rimodellamento corporeo
Esistono due categorie di pazienti: quelli che ancora non hanno trovato la giusta motivazione, che magari necessitano di maggiori informazioni e consigli per trovare la volontà d'intraprendere un percorso di rimodellamento chirurgico e coloro i quali sono reduci da uno o più insuccessi, scontenti, e quindi alla ricerca di un professionista in grado di capire le loro aspettative. Queste due categorie hanno due caratteristiche in comune: la volontà e il desiderio di migliorare la propria condizione psicofisica e soprattutto, sono "singole persone" con specifiche e univoche storie e aspettative da ascoltare e capire.