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Mastopessi

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Mastopessi, il lifting del seno

La mastopessi è un intervento di chirurgia plastica che consiste nel praticare un lifting della mammella per correggere la ptosi mammaria. La ptosi mammaria è il cosiddetto seno cadente causato talvolta da: gravidanze, allattamento, aumento o perdita di peso.

Con tale procedura il chirurgo rimuove la pelle in eccesso della mammella ptosica e riduce le dimensioni della areola. Se la paziente lo desidera, nello stesso tempo si possono aumentare le dimensioni del seno, quindi il chirurgo può inserire durante l’intervento anche una protesi mammaria.

Anestesia per intervento di mastopessi

La mastopessi viene effettuata generalmente in anestesia generale salvo nelle mastopessi periareolari, che richiedono solo il riposizionamento dell’areola con tempi operatori minori, in questo caso è possibile realizzare una anestesia per infiltrazione locale associata ad una blanda sedazione.

Tecnica chirurgica per intervento di mastopessi

Il chirurgo può realizzare un lifting della mammella con diverse procedure chirurgiche. La tecnica scelta dipende dal volume e dalla forma delle mammelle e da che tipo di lifting mammario si desidera.

In generale se la paziente presenta una ptosi di I o II grado (il seno non si appoggia molto sul torace, non oltre 2-3 cm), il chirurgo può realizzare una mastopessi resecando un anello di cute circolare periareolare, ovvero intorno al capezzolo (Round Block). In genere con la sola mastopessi circolare possiamo già ottenere un buon risultato estetico; nel caso in cui il chirurgo non sia soddisfatto pienamente del risultato estetico è possibile sollevare la ghiandola e ripristinare il volume della stessa inserendo una protesi mammaria adeguata alla paziente. In questo caso, molto frequente, parliamo di Mastopessi Additiva. Spesso è la soluzione che porta al miglior risultato estetico finale in termini di volume e sollevamento delle mammelle.

Nel caso invece delle ptosi di III o IV in cui le mammelle sono riverse lungo la parte toracica e i capezzoli guardano verso il basso (oltre i 4 cm), si pratica una mastopessi a “T invertita”, che consiste nell’effettuare un taglio verticale nella parte inferiore della mammella.

E’ importante spiegare perchè nelle ptosi mammarie spesso bisogna posizionare anche una protesi nello stesso tempo operatorio.

Nelle ptosi di grado severo III o IV grado, la pelle risulta rilassata e anelastica e non riesce a sostenere da sola il peso della mammella – che quindi slitta verso il basso! In questo caso il sistema di sospensione della ghiandola mammaria alla parete toracica non esiste più.

Esistono diverse tecniche di impianto delle protesi (sottoghiandolare, sottomuscolare o dual plane, ovvero parzialmente sottomuscolare e parzialmente sottoghiandolare) e moltissime tipologie di protesi sia per forma (protesi rotonda o protesi anatomica, detta anche protesi a goccia) che per consistenza. Moltissimo dipende dalla costituzione di partenza di ogni singola paziente. La scelta dipende da come il chirurgo plastico decide di operare per andare incontro alle aspettative della paziente.

Complicazioni e rischi per intervento di mastopessi

Tra le complicanze generali si annoverano:

  1. gli ematomi, che consistono in una raccolta di sangue che si può formare dentro le mammelle. Il Prof. Scalera limita tale complicanza in quanto procede ad una emostasi accurata di ogni singolo vaso fino ad ottenere un campo chirurgico perfettamente esangue. Un drenaggio chirugico nella mastopessi a T invertita è inserito durante l’intervento ed è rimosso il giorno dopo l’intervento.
  2. infezione del sito operatorio. Ciò è limitato al massimo dalla assunzione di antibiotici dopo intervento per 5 giorni.

Tra le complicanze specifiche si annoverano invece i sieromi, che consistono in una raccolta di siero intorno alla protesi mammaria che possono essere drenati dal chirurgo in anestesia locale.

La cicatrice normalmente risulta di ottima qualità salvo rari casi di pazienti che tendono a formare dei cheloidi. In tali casi il Professor Scalera utilizza diversi tipi di laser tra cui il Dye Laser della Candela che permette di trattare ed eliminare in poche sedute le brutte cicatrici cheloidee.

Degenza post operatoria per intervento di mastopessi

Il paziente assumerà antibiotici ed antidolorifici per il controllo del dolore, se necessario. Deve portare un reggiseno post operatorio contenitivo per circa un mese e dormire sul dorso, con due cuscini, per tenere il torace sollevato. Le mammelle impiegheranno tra i due ed i dodici mesi a raggiungere la loro forma finale.

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